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Stati Generali delle donne

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Il patto per le donne per il clima e l’ambiente

18 Marzo, Ufficio del Parlamento europeo, Milan

Investire nei diritti delle donne è l'impegno principale per un mondo più sostenibile, democratico e inclusivo che sia in grado di affrontare le grandi sfide dell'umanità.

Che cos’è il Patto delle Donne?

Il Patto delle Donne per l’ambiente e il clima è il risultato fondamentale, dalle riflessioni degli Stati Generali delle Donne, per declinare le politiche sul lavoro delle donne a livello regionale, cogliendo specificità, vocazioni e opportunità, per trovare soluzioni concrete che possano mettere in moto meccanismi volti a ri-creare nuova occupazione per le donne.

Una proposta concreta

Per favorire l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro che l’Italia non ha mai elaborato con una strategia sistemica.

I suggerimenti degli Stati Generali delle Donne sono stati utilizzati per capire l'utilizzo dei fondi strutturali, per meglio definire le politiche allora avviate e per favorire l'avvio delle start up. Il rilancio dell’occupazione femminile, deve ora essere interpretata come una misura capace di stimolare nuova domanda lavorativa.

Introducendo anche la possibilità di utilizzare una programmazione negoziata con le aziende che sia legata anche alla flessibilità negli orari di lavoro e nell’organizzazione del lavoro (smart working, banca delle ore, job sharing, orario multi periodale). Occorre ripartire dalle persone, ponendole al centro delle relazioni industriali, introducendo il welfare aziendale come strumento fondante nella contrattazione collettiva e territoriale per realizzare uno scambio virtuoso necessario, per il miglioramento del benessere, del reddito, e per una maggiore efficienza produttiva delle imprese.

Il patto

Dalla protesta alla proposta: non vogliamo più affidare ad altri il nostro futuro e quello delle giovani generazioni, dobbiamo intervenire con urgenza e  in prima persona

Ispirate dalla determinazione di Greta Thunberg, l’adolescente svedese che ha parlato alla Cop24 e a Davos in difesa del clima, gli Stati Generali delle Donne hanno deciso di aderire all’appello di Greta ed invitano tutte le donne delle realtà regionali a scendere in piazza in tutte le città d’Italia, partecipando alle decine di iniziative che si stanno organizzando dal basso. L’obiettivo della mobilitazione è comunicare il disaccordo con una politica e un’economia ciniche ed egoiste e di far sentire la propria voce scendendo in piazza come atto di disobbedienza civile per la lotta ai cambiamenti climatici e in difesa della giustizia ambientale.

L'obiettivo è di passare dalla protesta alla proposta.

Il Patto delle Donne a livello nazionale e in ambito regionale è un luogo di riflessione e di aggregazione di tutte le associazioni ed organismi ed enti portatori degli interessi e delle istanze delle donne. Come Stati generali delle Donne, da #Expo2015 fino a #Matera2019 portiamo avanti modelli e progetti mettendo al centro il lavoro delle donne e le vocazioni che ogni territorio esprime per costruire pratiche alternative.

Gli Stati Generali delle donne dal 2014 sono interlocutore rappresentativo per le decisioni in materia di politiche di genere, in particolare delle azioni finalizzate a promuovere le azioni e le politiche che creano lavoro per le donne, incentivano la presenza delle donne nei luoghi decisionali della politica e dell’economia, mettono in atto azioni concrete e significative per contrastare la violenza maschile di genere.

Gli Stati Generali delle donne dal 2014 sono presenti in ogni Regione italiana e operano in sinergia con gli attori locali per definire le priorità, attivare azioni positive, valutare l’impatto delle azioni e monitorare i risultati delle azioni positive messe in campo.

Oggi, oltre alla disoccupazione femminile e la violenza, nessuna sfida è più urgente per l’umanità, di quella che riguarda il Pianeta, il clima e l’ambiente.

I cambiamenti climatici si traducono, nel sistema storicamente dato, nell'aumento delle oppressioni e diseguaglianze per le quali intere popolazioni sono costrette a spostarsi trovando sofferenza, morte e confini sbarrati.

La violenza perpetrata alle donne ha la stessa matrice della violenza perpetrata alla Madre Terra.

Una violenza sistemica, che si fonda in tutti gli ambiti del vivere su logiche di proprietà e sfruttamento del capitalismo e del patriarcato. Si sfrutta la terra per soddisfare la crescente domanda di consumo indotta, riproducendo l'idea che lo sviluppo corrisponda alla crescita economica. Una violenza che rende invisibile le lotte per la difesa delle risorse, per il diritto alla libertà e all'autodeterminazione sui corpi di noi donne e sui nostri territori.

Le donne e le comunità locali sono ovunque in prima fila nella resistenza contro lo sfruttamento delle risorse e il depauperamento con inquinamento delle terre : le attiviste Mapuche e Guaranì in America Latina, le mamme della Terra dei Fuochi a quelle NoPfas ed anche le donne di Crotta d'Adda, tra molte altre, e nella sperimentazione di nuove forme di autodeterminazione e autogestione dei territori, di condivisione del lavoro di cura e di riproduzione, di un modello di vita sostenibile e alternativo al modello ancora imperante.

Cerchiamo di agire ogni giorno, sui territori e nella nostra quotidianità i principi e le azioni previste nel goal 5 dell'Agenda2030 per i diritti delle donne e la parità di genere.

Ad oggi, infatti, il gap di genere nelle scuole elementari è stato praticamente risolto in tutti i paesi in via di sviluppo ma 62 milioni di ragazze ancora non vanno a scuola e una ragazza su tre si sposa prima dei 18 anni. Inoltre 220 milioni di donne non hanno accesso a metodi contraccettivi, le donne guadagnano ancora circa il 40% in meno degli uomini, il 35% subisce violenza e solo 22 parlamentari su 100 sono donne.

Siamo convinte che l’universalità, cioè l’idea che il nuovo paradigma debba orientare le politiche di tutti i governi, superando la vecchia narrazione dei paesi poveri che devono mettersi in pari con i paesi ricchi, debba essere alla base del nostro operato.

Il secondo principio, sintetizzato nell’espressione "non lasciare nessuno indietro", riconosce che le comunità più marginalizzate non hanno beneficiato né della crescita economica né degli aiuti allo sviluppo negli ultimi quindici anni e si propone quindi di colmare il gap con politiche mirate.

Questo approccio riveste, all'interno dell'Agenda 2030 un ampio spazio e si declina nel goal 5 "realizzare la parità di genere e l’empowerment di tutte le donne e le ragazze".

Ora è il momento di agire, nessun compito è più necessario e urgente, bisogna attivarsi con buone pratiche che ci mettano in condizioni di far a meno dell'uso dei combustibili fossili, del carbone, del petrolio e del gas, i principali responsabili del riscaldamento globale.

Nulla vale di più che impegnarsi per salvare il pianeta e impegnarsi per la giustizia ambientale e per il clima.

Il 18 Marzo scorso nell’ufficio del Parlamento europeo a Milano abbiamo dato vita ad una nuova tappa nel lungo viaggio delle donne presentando il “Patto delle donne per l’ambiente e il clima”, nato a #matera2019,per sottolineare ancora una volta il ruolo fondamentale delle Donne per affrontare le grandi sfide che il Pianeta impone. Referente per il Patto delle donne per il clima o l'ambiente è Claudia Laricchia, Presidente Nazionale della Commissione Ambiente e Innovazione della Federazione Italiana Diritti Umani e Direttrice del Dipartimento Relazioni Istituzionali e Accordi internazionali del Future Food Institute, nonché climate leader del The Climate Reality Project fondato da Al Gore.

Isa Maggi, Coordinatrice nazionale degli Stati Generali delle Donne, mamma e commercialista.

Per aderire al patto invia un’email a isa.maggi.statigeneralidonne@gmail.com


Le interviste alle protagoniste e ai protagonisti

 
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"Il cambiamento climatico colpisce le donne più degli uomini, perché acuisce le discriminazioni dove già esistono" - Intervista a Caterina Sarfatti

Caterina Sarfatti è Head del Programma Inclusive Climate Action per C40 Cities, organizzazione che si occupa di supportare le città in tutto il mondo, nel portare avanti azioni audaci sul clima, aprendo la strada a un futuro più sano e sostenibile.

L’intervista a Caterina Sarfatti, si inserisce nella serie dedicata alle leader impegnate sul fronte ambientale, in vista dell’evento “Women’s Power in Politics” del 18 marzo a Milano, per la stesura del Patto delle Donne per l’Ambiente e il Clima, coordinato dagli Stati Generali delle Donne.

Ecco dunque un estratto della nostra conversazione.

"Abbattere il soffitto di cristallo affermando la parità di genere è una priorità" - intervista a Valentino Magliaro

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Valentino Magliaro è il primo uomo ad essere stato intervistato per la zine di We Hate Pink a riguardo, è assai raro trovare uomini che si sentano attivamente coinvolti in discorsi sulla parità di genere e sull’inclusione delle donne nelle posizioni di leadership! Ma l’equità deve essere aperta e garantita da entrambi i fronti: quello che intende accedervi e quello che ha generato le condizioni della disparità. Altrimenti il processo si intoppa irrimediabilmente.

Valentino non si è pero’ “limitato” a parlarne ma si sta attivando in prima persona nell’organizzazione dell’evento “Women’s Power in Politics”, del prossimo 18 marzo presso l’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano. Prima tappa finalizzata alla stesura del Patto delle Donne per l’Ambiente e il Clima.

"Una buona leader non ha bisogno di imporre le sue idee sugli altri" - intervista a Roberta Martin imprenditrice italiana, impegnata con le donne in Spagna

Roberta Martin è una delle anime di State Generali delle Donne in Spagna.

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Svolge da anni attività di accoglienza e di integrazione degli Italiani che si trasferiscono in Spagna, favorendo processi di interscambio commerciale e di promozione dell’import di prodotti Made in Italy in Spagna.

Ha attivato un’associazione, Desyam, a favore delle donne vittime di violenza e in fragilità economico-sociale, in stretta collaborazione con gli Stati Generali delle Donne, che favorisce l’empowerment di imprenditrici attraverso la creazione di una fitta rete di relazioni. Ho avuto il piacere di parlarci qualche giorno fa, la sua è un’i intervista piena di riflessioni positive e interessanti.

Unendo forza, passione e competenze le donne stanno creando un futuro migliore- intervista a Isa Maggi

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Quando Claudia Laricchia ha prospettato a me e Valentina Cianci, la possibilità di collaborare con gli Stati Generali delle Donne, sono stata non solo onorata che avessero scelto noi ma ho apprezzato la volontà di vedere in We Hate Pink, la piattaforma giusta, per affiancare il lavoro di una progetto, creato dalle donne per le donne.

Questa a Isa Maggi, si inserisce nella serie di interviste di We Hate Pink, dedicata alle donne che stanno cambiando lo status quo con le azioni e l’impegno quotidiano. Dimostrando come, in un mondo che ci vuole in competizione, le donne stanno creando opportunità di collaborazione e sanno fare rete, per trovare soluzioni a problemi condivisi.